Gli anelli di Saturno – The rings of Saturn

glianellidisaturno

In volo su una rotta longitudinale da sud a nord, trascorsi venti minuti al tramonto, in una giornata completamente serena come quella di oggi che sta volgendo al termine, ad ovest la linea dell’orizzonte bacia il rosso carminio del cielo che sfuma al rosa, al bianco e su verso il  turchese e il blu cobalto mentre ad est una grande macchia blu oltremare si perde per miglia nella notte orientale. Nella carlinga dell’aeromobile mi sento come sulla chiusura lampo del cielo, e guardando le forme rimpicciolirsi ripenso a Sebald:

“Che sotto di noi ci siano i deserti dell’Arabia baluginanti come madreperla, la regione della Rurh o l’area di Francoforte, si ha sempre l’impressione che gli uomini siano assenti, che ci siano soltanto le loro creazioni, al cui interno essi si nascondono”

Non vedo nessuno, solo le tracce di innumerevoli “qualcuno”.

Gli anelli di Saturno é un libro straordinario, che ho letto recentemente, perché mosso dalla curiosità di scoprire i pensieri di questo eccezionale scrittore contemporaneo durante un suo vagabondaggio a piedi nel Suffolk, in luoghi a me cari e in cui andrò a camminare in tarda  primavera assieme ad un gruppo di altre persone.
In realtà, gli elementi osservati e gli incontri programmati o casuali avuti da Sebald durante la sua viandanza lo portano a scrivere di storie apparentemente distanti nello spazio e nel tempo: il visconte di Chateaubriand, i mercanti della seta, il panorama di Waterloo, l’uragano del 1987 in East Anglia, il tempio di Gerusalemme, l’imperatrice vedova Cixi, e ancora, e ancora… eppure tutto ciò è estremamente connesso alla sua esperienza, a lui (e a chissà chi prima e dopo di lui) e ai luoghi percorsi, come i cristalli di ghiaccio che ruotano nelle orbite anulari attorno all’equatore del sesto pianeta del nostro Sistema solare.

Gli anelli di Saturno non può essere catalogato alla voce letteratura di viaggio, se pur di un viaggio si tratta, ma è di più: un libro perfetto per chi ama, come la chiama Luca Gianotti, l’Arte del Camminare.

——

On a longitudinal flight from south to north, twenty minutes after sunset, on a perfectly serene day like today which is now drawing to a close; to the west, the horizon caresses the crimson red of the sky which fades into pink, then white and up towards turquoise and deep blue, whilst to the east a huge smear of ultramarine blue disappears for miles into the eastern night. Inside the aircraft I feel like I am on the sky’s closing zip fastener, and watching the diminishing shapes I think back to Sebald:

 “No matter whether one is flying over Newfoundland or the sea of lights that stretches from Boston to Philadelphia after nightfall, over the Arabian deserts which gleam like mother-of-pearl, over the Ruhr or the city of Frankfurt, it is as though there were no people, only the things they have made and in which they are hiding.”

 I can’t see anyone, just signs of countless “someones”.

 The Rings of Saturn is an extraordinary book which I have recently read, prompted by my curiosity to discover this exceptional contemporary writer’s thoughts whilst roaming Suffolk on foot, in places which are dear to me and where I will go walking in late spring together with a group of other people.

In actual fact, the details observed by Sebald and his planned and spontaneous encounters lead him to write about tales which are seemingly distant in space and time: the Viscount Chateubriand, the silk merchants, the Panorama of Waterloo, the hurricane of 1987 in East Anglia, the Temple in Jerusalem, the Empress Dowager Cixi, and so on, and so on….yet all of these are closely connected to his experience, to him (and I wonder who else before and after him) and to the places he visits, like ice crystals which revolve in the ring-shaped orbits around the equator of the sixth planet in our solar system.

 The Rings of Saturn cannot be classed as travel literature, even though it is about a journey, but it is much more: the perfect book for those who love what Luca Gianotti would call The Art of Walking.

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